|
P. Michele Bianco evidenzia, fin dall’infanzia, una eccezionale devozione
alle pratiche religiose della sua parrocchia. La sua spiritualità cresce col
passare degli anni e giovinetto sente forte il bisogno di dedicarsi
totalmente a Dio, che sente soprattutto nella persona del Figlio, Gesù, “il
Signore” e al quale attribuisce ogni merito delle opere che si realizzano
attraverso di lui.
È consacrato Sacerdote l’11 maggio del 1991.
Michele Bianco, presbitero della Diocesi Di Benevento, viene nominato, nel
1991, Arciprete-Parroco della Chiesa di S. Maria divenuta, poi, Santuario di
S. Ciriaco Diacono e Martire, per cui ha ricevuto la nomina di Rettore del
Santuario, in Torre Le Nocelle (AV). L’alta cultura e la solida spiritualità
del Sacerdote, che mette a disposizione di tutti, lo rendono noto e
ricercato,soprattutto per la sua disponibilità ad ascoltare e consigliare.
In lui appaiono evidenti il carisma dell’intercessione e del discernimento
degli spiriti. I suoi vescovi, prima il defunto mons. Carlo Minghiatti e,
dal 1992, mons. Serafino Sprovieri, incoraggiano e sostengono il suo
Ministero che tracima anche i confini nazionali, attirando fedeli
dall’Italia e dall’estero, favorendo la diffusione del culto ciriacano e
della spiritualità carismatica, sempre con sobrietà e prudenza.
Pellegrini malati e bisognosi del perdono di Dio accorrono a Lui e sempre si
sentono rinfrancati nel corpo e nello spirito.
Sente direttamente nel cuore la parola di conoscenza, illuminata dallo
Spirito Santo, ma nutre una forte venerazione per la Madonna e si sforza di
essere la presenza di Gesù, Buon Pastore, in mezzo alle anime.
Consegue presso il Pontificio Ateneo “Antonianum” di Roma, nel 1992, il
baccalaureato in Filosofia e Teologia, sempre nell’Urbe, si specializza in
Teologia Dogmatica con indirizzo Cristologico alla Pontificia Università
Gregoriana. Michele Bianco ha seguito un lungo e approfondito percorso di
studi di formazione che lo ha condotto a una poliedricità culturale che
spazia dalla Letteratura alla Filosofia e dalla Teologia alla Storia.
Ha, conseguito, come detto, le lauree in Filosofia nel 1999 e in Lettere
Classiche nel 2002, all’Università degli Studi di Salerno. Ha approfondito i
rapporti fra la teologia scolastica e le teologie e filosofie contemporanee
e si è dedicato all’analisi e alla discussione critica dello storicismo
tedesco.
Ha ancora una grande passione per lo studio e per lo scrivere,
interessandosi a tutte le branche del sapere e spaziando in tutto lo scibile
umano.
Suscita in chi lo ascolta rispetto e devozione.
Con nomina del Vaticano, nel 2001, è nominato perito storico In re
historica et archivistica, per la causa di beatificazione e
canonizzazione del venerabile Giovanni Palatucci.
Studioso di filosofia e di letteratura italiana, è autore di diversi saggi e
contributi scientifici su riviste nazionali ed estere ed è redattore della
rivista ”Sinestesie” sulle Letterature e le Arti Europee. Nell’ambito dell’italianistica
ha esaminato con rigore metodologico Dante, Petrarca e Boccaccio mentre,
consapevole che “oportet philosophari in theologia”, ha approfondito i
rapporti tra la teologia scolastica, la nuova teologia e le filosofie
contemporanee.
Il suo impegno di uomo di cultura è stato sempre connotato dalla cifra
dell’assiduità e dell’onestà intellettuale, concretizzatesi in uno studio
attento e critico delle fonti e dei documenti. Questo atteggiamento
euristico, della reale portata degli eventi storici e del significato delle
idee dei vari pensatori, ha prodotto una vasta gamma di saggi e libri di
spessore anche internazionale, in quanto connotati dalla ricerca di letture
sinergetiche tra tematiche temporalmente lontane, ma aventi come trait
d’union l’individuazione di ricorsi storici ripetibili. A titolo
esemplificativo basti pensare al concetto di martirio nella Shoàh e alla
Storia dedicata a San Ciriaco. La criticità e l’attenzione di Michele Bianco
nei suoi scritti inoltre è corroborata dalla sempre vasta presenza nelle sue
opere di note e citazioni bibliografiche anche in lingua tedesca di cui egli
è conoscitore, e dall’apprezzamento di esse da parte di molti studiosi. La
conoscenza della lingua classica gli permette l’accesso alle fonti della
Patristica e l’approfondimento degli autori antichi. Tra questi i più
notevoli sono quelli sulla religiosità sacerdotale e spirituale nei Promessi
Sposi, sulla poetica di Mario Luzzi, sulle figure di suono e di senso nell’
Alcyone di D’Annunzio, e sul patriottismo di Dante nella D. C.
Da “Padre Michele Bianco e il carisma di guarire” di Patrizia Cattaneo
rileviamo questi aspetti fondamentali:
“Tracciare un profilo tridimensionale non è impresa da poco. Per dipingere
un quadro d’autore bisogna avere la stoffa, altrimenti si rischia di
declassare il soggetto, come quel frate maldestro che si improvvisò
ritrattista della grande mistica d’Avila. [….] il mio intento è di tracciare
una biografia più alta, quella in rapporto a Dio. I vari ritrattisti lo
hanno trasformato nell’uomo del miracolo, descrivendolo attraverso una lunga
sequenza di eventi prodigiosi, legati alla sua intercessione, e indulgendo
in essi. La tentazione è facile e il guadagno assicurato, c’è tanta
ghiottoneria di sconti sulla grazia, e di vangelo senza croce, da fare
inorridire Bonhoeffer…….
P. Michele, con la forza dello Spirito Santo, si innesta in questa lotta
contro il potere delle tenebre, come strumento privilegiato di Dio, alla
sequela del Maestro. Con l’autorità che gli proviene da Dio e dalla Chiesa,
combatte il peccato e le sue conseguenze, cioè la malattia psichica, fisica
e spirituale, le divisioni, il male, il dolore, la morte. Egli ha ricevuto
il dono e il pubblico mandato ad ingaggiare questa lotta dalla Chiesa, per
la Chiesa, con la Chiesa, nella Chiesa.
Inserito in obbedienza nella dimensione gerarchica ecclesiale, ha la
missione di favorire l’incontro dell’umano col divino, e i suoi carismi,
puro dono di grazia, sono lo strumento per questo impegnativo e altissimo
servizio a cui è stato destinato dalla misericordia di Dio. Ogni altra
lettura della sua figura è falsata, è un falso messianismo, è parziale e non
serve la verità. [……].
A P. Michele va il merito della risposta generosa. È questo suo compiere con
estremo ed indefesso sacrificio la volontà di Dio, attraverso l’esercizio
dei carismi, che lo santifica e ci aiuta a santificarci. Ma a una
condizione: che non ci fermiamo ai segni, ma che essi ci conducono a fare
esperienza di Dio per maturare nell’amore, che è la cifra del nostro destino
eterno, su cui saremo giudicati. P. Michele è un abile arciere addestrato
alla lotta. Attraverso di lui il divino fa prepotente irruzione nell’umano,
ma il nostro sguardo deve alzarsi alla freccia scoccata verso il cielo. Se
non solleviamo lo sguardo, anche se riceviamo guarigioni e miracoli,
perdiamo la scommessa sull’eternità, e perdiamo tutto. Anche P. Michele, oso
affermare, col suo ministero di frontiera, appartiene alla categoria
dell’intermedio che si sforza di unire terra e cielo.”
Da una lunga testimonianza della compianta professoressa Gaetana Ricciarelli
riportiamo alcune parti salienti utili per capire la vastità e profondità
del Sacerdote d’eccezione: “ Cesso il servizio dall'01/09/1998 per raggiunti
limiti d'età. La sera stessa del pensionamento raggiungo il Santuario di San
Ciriaco di Torre le Nocelle, insieme alla collega di religione del Convitto
Nazionale: ANTONELLA NOVIELLO, di Mirabella Eclano. Conosco, così, P.
Michele, ricevo la sua benedizione, nell'umiltà e nell'intenso magnetismo
personale di questo sacerdote. Il giovane prete veste "alla vecchia
maniera", con una lunga tonaca nera e offre suggerimenti meno superficiali e
più spirituali. Il sabato partecipo alla SS. Messa di lode, di canti, di
meditazioni.
Ho avuto la fortuna di conoscere un santo uomo e non posso fare a meno di
presentarlo [….].
Io voglio, io posso, io devo annunciare ai fratelli il "prescelto" che in
gran silenzio, da giovanissimo, svolge tra noi e per noi un ministero
meraviglioso, quello […], della sanazione, della liberazione.
E' Padre Michele Bianco, carismatico cattolico, parroco e rettore del
Santuario di S. Ciriaco Diacono e Martire di Torre le Nocelle, Avellino.
Già da tempo, ho pensato ed ho tentato di spargere questa "novella" anche
con mezzi di diffusione "forti" e non ci sono riuscita, perchè, si sa, le
forze del maligno sono in agguato e ci contrastano. Ma il Vangelo ammonisce:
" Non si può tacere quello che si è visto con i propri occhi, quello che si
è sentito con le proprie orecchie". Lo scopo di questa mia iniziativa è
evidente e chiaro: voglio che tutti possano beneficiare gratuitamente, come
me, di un lavoro fatto di benedizioni, di preghiere, di servigi ...
Chiamatelo come volete, vi assicuro che si tratta di un lavoro, svolto da
una creatura unica ed eccezionale, che ha abbandonato il mondo e tutto ciò,
che esso poteva offrirgli, per seguire la sua vocazione, cioè quella
"predisposizione prorompente", che lo tiene impegnato, da oltre dieci anni,
in un'opera pregevole e ammirabile, che cura l'anima, il corpo, lo spirito.
In un mondo così recrudescente, dove nubi di guerra, di terrorismo, di lotte
familiari si addensano inesorabilmente sui nostri cieli, io penso che tutti
cerchiamo di restare fermamente attaccati a quel filo di luce, di verità, di
pace, che è la FEDE.
Da Padre Michele otteniamo, in così grande profusione e leale effusione,
proprio gli incommensurabili doni della FEDE, della PACE e dell'AMORE: […]
I fedeli, sempre più numerosi, giungono al Santuario di S. Ciriaco da tutte
le regioni d'Italia e anche dell'estero, durante tutti i giorni della
settimana, (tranne il giovedì), e, in silenziosa riverenza e lodando e
osannando il Signore, attendono il momento della benedizione personale e del
colloquio col padre carismatico, che avviene durante il pomeriggio e si
protrae fino a tarda sera e oltre. Padre Michele non fa andare via nessuno
se non dopo averlo ricevuto.
Mensilmente, però, oltre la benedizione e il breve colloquio (breve perchè i
partecipanti sono migliaia) c'è l'Adorazione e la S. Messa di Lode, che è il
punto culminante di ogni attesa. La partecipazione è unanime, sentita nel
profondo e, al momento dell'invocazione dello Spirito Santo, tutti sono
pervasi da un fervore di fede autentica e lodano e cantano a gran voce.
Partecipare alle preghiere di Padre Michele e pregare insieme a lui con
umiltà al sommo grado è come sentirsi con lui totalmente nelle mani di Dio.
E' un'esperienza dolce e avvincente, che segna la nostra vita e accresce in
ciascuno di noi l'amore devoto e riconoscente verso Gesù, la sua Chiesa e i
consacrati
Padre Michele è un lavoratore instancabile, con una cultura vasta, ricca e
indubbia; è un apprezzato conferenziere: parla per ore a braccio con
schiettezza, servendosi della sua grande padronanza lessicale e tenendo
sempre viva l'attenzione degli ascoltatori. Nel Santuario di Torre spesso
giungono professori universitari per ascoltare le sue omelie.
Padre Michele è un grande sacerdote, assetato di Dio, è sempre in abito
talare per essere un vero esempio di vita. Io dico che è una "copia di Gesù"
che si immola, donando tutta la sua vitalità al prossimo; è formidabile in
ogni sua azione.
Noi, suoi fedeli, e tutti i benpensanti gli dobbiamo rispetto e devozione.
INCARICHI
· È Rettore del santuario di S. Ciriaco in Torre Le Nocelle.
· È esorcista, con delega, dal 1991, prima orale, e poi, nel 2004, scritta,
dell’Arcivescovo Metropolita S. Ecc. Mons. Serafino Sprovieri.
· È docente ai corsi di Alta Formazione in Etica Sociale Filosofia Morale e
al Master di II° livello in Bioetica, Etica Sociale e Consulenza Filosofica
presso l’Università degli Studi di Bari. |