Presentazione e biografia di P. Michele Bianco

Scrivere una biografia su P. Michele Bianco non è semplice.
Si corre il rischio di essere troppo essenziali e di trascurare elementi importanti nello sviluppo della formazione del Sacerdote Teologo e Letterato, nonché Filosofo Michele Bianco.
Nasce a Baselice (BN) il 27 febbraio del 1966. Quinto di sei figli appare subito a mamma Maria un bimbo più sensibile degli altri fratelli e con un’intelligenza forte nella memoria e veloce all’apprendimento. Cresce in un ambiente sereno, ma privo di edulcorazioni, ed è allevato in un contesto familiare essenziale e illuminato dalla fede semplice, attenta e viva dei genitori. Studia il primo ciclo presso la Scuola Media Statale “Luigi Capuano” delle elementari di Baselice. Poi entra, a soli 10 anni, in Seminario a Benevento, e continua gli studi della scuola media, del Ginnasio e del Liceo Classico all’Istituto “G. B. De La Salle” di Benevento, sempre con il massimo dei voti. Consegue la laurea in Teologia, con specializzazione in Cristologia. Continua i suoi studi presso Università Statali e consegue lauree in Lettere Classiche e in Filosofia Teoretica sempre a pieni voti con lode.
Nel 2010, una prestigiosa Università del Texas gli ha conferito la laurea in Scienze della Psicologia Sociale

P. Michele Bianco evidenzia, fin dall’infanzia, una eccezionale devozione alle pratiche religiose della sua parrocchia. La sua spiritualità cresce col passare degli anni e giovinetto sente forte il bisogno di dedicarsi totalmente a Dio, che sente soprattutto nella persona del Figlio, Gesù, “il Signore” e al quale attribuisce ogni merito delle opere che si realizzano attraverso di lui.
È consacrato Sacerdote l’11 maggio del 1991.
Michele Bianco, presbitero della Diocesi Di Benevento, viene nominato, nel 1991, Arciprete-Parroco della Chiesa di S. Maria divenuta, poi, Santuario di S. Ciriaco Diacono e Martire, per cui ha ricevuto la nomina di Rettore del Santuario, in Torre Le Nocelle (AV). L’alta cultura e la solida spiritualità del Sacerdote, che mette a disposizione di tutti, lo rendono noto e ricercato,soprattutto per la sua disponibilità ad ascoltare e consigliare. In lui appaiono evidenti il carisma dell’intercessione e del discernimento degli spiriti. I suoi vescovi, prima il defunto mons. Carlo Minghiatti e, dal 1992, mons. Serafino Sprovieri, incoraggiano e sostengono il suo Ministero che tracima anche i confini nazionali, attirando fedeli dall’Italia e dall’estero, favorendo la diffusione del culto ciriacano e della spiritualità carismatica, sempre con sobrietà e prudenza.
Pellegrini malati e bisognosi del perdono di Dio accorrono a Lui e sempre si sentono rinfrancati nel corpo e nello spirito.
Sente direttamente nel cuore la parola di conoscenza, illuminata dallo Spirito Santo, ma nutre una forte venerazione per la Madonna e si sforza di essere la presenza di Gesù, Buon Pastore, in mezzo alle anime.
Consegue presso il Pontificio Ateneo “Antonianum” di Roma, nel 1992, il baccalaureato in Filosofia e Teologia, sempre nell’Urbe, si specializza in Teologia Dogmatica con indirizzo Cristologico alla Pontificia Università Gregoriana. Michele Bianco ha seguito un lungo e approfondito percorso di studi di formazione che lo ha condotto a una poliedricità culturale che spazia dalla Letteratura alla Filosofia e dalla Teologia alla Storia.
Ha, conseguito, come detto, le lauree in Filosofia nel 1999 e in Lettere Classiche nel 2002, all’Università degli Studi di Salerno. Ha approfondito i rapporti fra la teologia scolastica e le teologie e filosofie contemporanee e si è dedicato all’analisi e alla discussione critica dello storicismo tedesco.
Ha ancora una grande passione per lo studio e per lo scrivere, interessandosi a tutte le branche del sapere e spaziando in tutto lo scibile umano.
Suscita in chi lo ascolta rispetto e devozione.
Con nomina del Vaticano, nel 2001, è nominato perito storico In re historica et archivistica, per la causa di beatificazione e canonizzazione del venerabile Giovanni Palatucci.
Studioso di filosofia e di letteratura italiana, è autore di diversi saggi e contributi scientifici su riviste nazionali ed estere ed è redattore della rivista ”Sinestesie” sulle Letterature e le Arti Europee. Nell’ambito dell’italianistica ha esaminato con rigore metodologico Dante, Petrarca e Boccaccio mentre, consapevole che “oportet philosophari in theologia”, ha approfondito i rapporti tra la teologia scolastica, la nuova teologia e le filosofie contemporanee.
Il suo impegno di uomo di cultura è stato sempre connotato dalla cifra dell’assiduità e dell’onestà intellettuale, concretizzatesi in uno studio attento e critico delle fonti e dei documenti. Questo atteggiamento euristico, della reale portata degli eventi storici e del significato delle idee dei vari pensatori, ha prodotto una vasta gamma di saggi e libri di spessore anche internazionale, in quanto connotati dalla ricerca di letture sinergetiche tra tematiche temporalmente lontane, ma aventi come trait d’union l’individuazione di ricorsi storici ripetibili. A titolo esemplificativo basti pensare al concetto di martirio nella Shoàh e alla Storia dedicata a San Ciriaco. La criticità e l’attenzione di Michele Bianco nei suoi scritti inoltre è corroborata dalla sempre vasta presenza nelle sue opere di note e citazioni bibliografiche anche in lingua tedesca di cui egli è conoscitore, e dall’apprezzamento di esse da parte di molti studiosi. La conoscenza della lingua classica gli permette l’accesso alle fonti della Patristica e l’approfondimento degli autori antichi. Tra questi i più notevoli sono quelli sulla religiosità sacerdotale e spirituale nei Promessi Sposi, sulla poetica di Mario Luzzi, sulle figure di suono e di senso nell’ Alcyone di D’Annunzio, e sul patriottismo di Dante nella D. C.
Da “Padre Michele Bianco e il carisma di guarire” di Patrizia Cattaneo rileviamo questi aspetti fondamentali:
“Tracciare un profilo tridimensionale non è impresa da poco. Per dipingere un quadro d’autore bisogna avere la stoffa, altrimenti si rischia di declassare il soggetto, come quel frate maldestro che si improvvisò ritrattista della grande mistica d’Avila. [….] il mio intento è di tracciare una biografia più alta, quella in rapporto a Dio. I vari ritrattisti lo hanno trasformato nell’uomo del miracolo, descrivendolo attraverso una lunga sequenza di eventi prodigiosi, legati alla sua intercessione, e indulgendo in essi. La tentazione è facile e il guadagno assicurato, c’è tanta ghiottoneria di sconti sulla grazia, e di vangelo senza croce, da fare inorridire Bonhoeffer…….
P. Michele, con la forza dello Spirito Santo, si innesta in questa lotta contro il potere delle tenebre, come strumento privilegiato di Dio, alla sequela del Maestro. Con l’autorità che gli proviene da Dio e dalla Chiesa, combatte il peccato e le sue conseguenze, cioè la malattia psichica, fisica e spirituale, le divisioni, il male, il dolore, la morte. Egli ha ricevuto il dono e il pubblico mandato ad ingaggiare questa lotta dalla Chiesa, per la Chiesa, con la Chiesa, nella Chiesa.
Inserito in obbedienza nella dimensione gerarchica ecclesiale, ha la missione di favorire l’incontro dell’umano col divino, e i suoi carismi, puro dono di grazia, sono lo strumento per questo impegnativo e altissimo servizio a cui è stato destinato dalla misericordia di Dio. Ogni altra lettura della sua figura è falsata, è un falso messianismo, è parziale e non serve la verità. [……].
A P. Michele va il merito della risposta generosa. È questo suo compiere con estremo ed indefesso sacrificio la volontà di Dio, attraverso l’esercizio dei carismi, che lo santifica e ci aiuta a santificarci. Ma a una condizione: che non ci fermiamo ai segni, ma che essi ci conducono a fare esperienza di Dio per maturare nell’amore, che è la cifra del nostro destino eterno, su cui saremo giudicati. P. Michele è un abile arciere addestrato alla lotta. Attraverso di lui il divino fa prepotente irruzione nell’umano, ma il nostro sguardo deve alzarsi alla freccia scoccata verso il cielo. Se non solleviamo lo sguardo, anche se riceviamo guarigioni e miracoli, perdiamo la scommessa sull’eternità, e perdiamo tutto. Anche P. Michele, oso affermare, col suo ministero di frontiera, appartiene alla categoria dell’intermedio che si sforza di unire terra e cielo.”
Da una lunga testimonianza della compianta professoressa Gaetana Ricciarelli riportiamo alcune parti salienti utili per capire la vastità e profondità del Sacerdote d’eccezione: “ Cesso il servizio dall'01/09/1998 per raggiunti limiti d'età. La sera stessa del pensionamento raggiungo il Santuario di San Ciriaco di Torre le Nocelle, insieme alla collega di religione del Convitto Nazionale: ANTONELLA NOVIELLO, di Mirabella Eclano. Conosco, così, P. Michele, ricevo la sua benedizione, nell'umiltà e nell'intenso magnetismo personale di questo sacerdote. Il giovane prete veste "alla vecchia maniera", con una lunga tonaca nera e offre suggerimenti meno superficiali e più spirituali. Il sabato partecipo alla SS. Messa di lode, di canti, di meditazioni.
Ho avuto la fortuna di conoscere un santo uomo e non posso fare a meno di presentarlo [….].
Io voglio, io posso, io devo annunciare ai fratelli il "prescelto" che in gran silenzio, da giovanissimo, svolge tra noi e per noi un ministero meraviglioso, quello […], della sanazione, della liberazione.
E' Padre Michele Bianco, carismatico cattolico, parroco e rettore del Santuario di S. Ciriaco Diacono e Martire di Torre le Nocelle, Avellino.
Già da tempo, ho pensato ed ho tentato di spargere questa "novella" anche con mezzi di diffusione "forti" e non ci sono riuscita, perchè, si sa, le forze del maligno sono in agguato e ci contrastano. Ma il Vangelo ammonisce: " Non si può tacere quello che si è visto con i propri occhi, quello che si è sentito con le proprie orecchie". Lo scopo di questa mia iniziativa è evidente e chiaro: voglio che tutti possano beneficiare gratuitamente, come me, di un lavoro fatto di benedizioni, di preghiere, di servigi ...
Chiamatelo come volete, vi assicuro che si tratta di un lavoro, svolto da una creatura unica ed eccezionale, che ha abbandonato il mondo e tutto ciò, che esso poteva offrirgli, per seguire la sua vocazione, cioè quella "predisposizione prorompente", che lo tiene impegnato, da oltre dieci anni, in un'opera pregevole e ammirabile, che cura l'anima, il corpo, lo spirito.
In un mondo così recrudescente, dove nubi di guerra, di terrorismo, di lotte familiari si addensano inesorabilmente sui nostri cieli, io penso che tutti cerchiamo di restare fermamente attaccati a quel filo di luce, di verità, di pace, che è la FEDE.
Da Padre Michele otteniamo, in così grande profusione e leale effusione, proprio gli incommensurabili doni della FEDE, della PACE e dell'AMORE: […]
I fedeli, sempre più numerosi, giungono al Santuario di S. Ciriaco da tutte le regioni d'Italia e anche dell'estero, durante tutti i giorni della settimana, (tranne il giovedì), e, in silenziosa riverenza e lodando e osannando il Signore, attendono il momento della benedizione personale e del colloquio col padre carismatico, che avviene durante il pomeriggio e si protrae fino a tarda sera e oltre. Padre Michele non fa andare via nessuno se non dopo averlo ricevuto.
Mensilmente, però, oltre la benedizione e il breve colloquio (breve perchè i partecipanti sono migliaia) c'è l'Adorazione e la S. Messa di Lode, che è il punto culminante di ogni attesa. La partecipazione è unanime, sentita nel profondo e, al momento dell'invocazione dello Spirito Santo, tutti sono pervasi da un fervore di fede autentica e lodano e cantano a gran voce. Partecipare alle preghiere di Padre Michele e pregare insieme a lui con umiltà al sommo grado è come sentirsi con lui totalmente nelle mani di Dio. E' un'esperienza dolce e avvincente, che segna la nostra vita e accresce in ciascuno di noi l'amore devoto e riconoscente verso Gesù, la sua Chiesa e i consacrati
Padre Michele è un lavoratore instancabile, con una cultura vasta, ricca e indubbia; è un apprezzato conferenziere: parla per ore a braccio con schiettezza, servendosi della sua grande padronanza lessicale e tenendo sempre viva l'attenzione degli ascoltatori. Nel Santuario di Torre spesso giungono professori universitari per ascoltare le sue omelie.
Padre Michele è un grande sacerdote, assetato di Dio, è sempre in abito talare per essere un vero esempio di vita. Io dico che è una "copia di Gesù" che si immola, donando tutta la sua vitalità al prossimo; è formidabile in ogni sua azione.
Noi, suoi fedeli, e tutti i benpensanti gli dobbiamo rispetto e devozione.
INCARICHI
· È Rettore del santuario di S. Ciriaco in Torre Le Nocelle.
· È esorcista, con delega, dal 1991, prima orale, e poi, nel 2004, scritta, dell’Arcivescovo Metropolita S. Ecc. Mons. Serafino Sprovieri.
· È docente ai corsi di Alta Formazione in Etica Sociale Filosofia Morale e al Master di II° livello in Bioetica, Etica Sociale e Consulenza Filosofica presso l’Università degli Studi di Bari.

· È membro di un’equipe di studiosi internazionali nella ricerca dell’etica universale
· È redatore di Sinestesie, rivista sulle Arti e Letterature europee.
· È, infine, un ricercato conferenziere, soprattutto presso gli Atenei universitari.
OPERE
Ecco un elenco diviso per sezioni degli scritti di Michele Bianco, che tuttavia non ha pretesa di esaustività in quanto vastissimo è stato il suo contributo anche in convegni non sempre seguiti dalla pubblicazione dei relativi atti; tra questi spicca quello tenutosi nel 2001 sulla net-dipendenza e reificazione dell’anima, nonché - con la recente pubblicazione degli Atti e col contributo di studiosi di visibilità nazionale – quello tenutosi, a Taurasi (AV), nel 2003, tra il 6 e il 7 dicembre su Carlo Gesualdo, offrendo un suo originale apporto sugli “ Elementi estetici e sinestetici nei Madrigali del principe dei musici”, lettura retorica dei madrigali di Carlo Gesualdo.. È, inoltre, autore di uno studio storico - critico sul martirio cristiano (Edizioni Dragonetti 2004) e di altre tre pubblicazioni rispettivamente su “Hegel e il cristianesimo”, su “Il credo niceno - costantinopolitano nella Divina Commedia”.
Il 26 maggio 2011, insieme con il professor Francesco Bellino, col noto giornalista Lino Patruno, ed altri insigni studiosi, relazionerà sul “ Patriottismo e la lingua”.

FILOSOFIA
· Michele Bianco, Letture Filosofiche, Saggi su Hegel, Sohn-Rethel, Bonaventura e Agostino, ed. Guida, Napoli 2004:
un saggio che si snoda attraverso una lettura univoca – la linea filosofica dell’approccio alla ricerca – di autori solo apparentemente diversificati per l’impianto cronologico, segnato dal tentativo di risalire a consonanze e sinergie teoretiche riconducibili alla tensione immanente di un’assolutezza del concetto proteso nella forma materialistica in Sohn-Rethel, spiritualistica in Hegel, teologica in Bonaventura.
·  Michele Bianco, Religione e Filosofia in Hegel, ed. Franco Angeli, Milano 2006:
saggio di notevole pregio, recensito dalla rivista di Storia della Filosofia , edita dalla Franco Angeli. Lo scopo del lavoro è quello di spiegare il legame speculativo tra filosofia e religione che approdi ad una conoscenza filosofica dei concetti religiosi, nel quadro del concetto di ricerca in Hegel guidata dalla convinzione che la realtà oggettiva vive di una pulsazione interna che la genera e la porta a compimento ogni volta in un continuum irriducibile e necessario.
·  Michele Bianco, Dialettica e Speranza - Bloch interprete di Hegel, ed. Franco Angeli, Milano 2007.
Saggio che, attraverso il confronto filologico tra i due pensatori, si sostanzia nella ricerca sulla “crisi” del pensiero (oggi) o sul depotenziamento della forza costruttiva, da parte del soggetto pensante, della razionalizzazione del reale e dove l’autore indica la necessità della riappropriazione dell’uso della dialettica come espressione del pensiero, che, seppure con approccio diversificato, è riconosciuto, da Hegel e Bloch, strumento indispensabile per cogliere il senso del reale.
·  Michele Bianco, Etica e storia in Kant ed. Franco Angeli, Milano 2010.
“[……] La società è crollata perché il pensiero si è esaurito: ma che fare per scardinare questa ovvietà? Cartesianamente, provvedere a darci delle regole in attesa che lo spirito dissolva questo mondo dell’irresponsabilità nella nuova figura storica della responsabilità del soggetto. Questa ricerca vuole essere un contributo a ridisegnare, attraverso il pensiero dell’opera di Kant – confrontata con le etiche contemporanee -, un percorso possibile di rifondazione universale della soggettività se, pure, sul piano etico, e però, di una morale universale.”
·  Imminente, alla presenza di autorità religiose e civili, nel mese di settembre presenterà, Rosmini come antesignano federalista dell’unità d’Italia presso il Liceo “Colletta” di Avellino.

OPERE STORICHE

·  M. Bianco - A. De Simone – Palatucci, Giovanni Palatucci, un Olocausto nella Shoàh, ed. Dragonetti, Montella 2003. È un poderoso contributo alla causa di canonizzazione del Questore di Fiume Giovanni Palatucci, ricco di documenti e manoscritti che evidenziano il suo essere stato uomo per gli altri che coscientemente e liberamente ha offerto la sua vita sull’esempio di Cristo.
·  M. Bianco – C. Capone, San Ciriaco D. & M. Agiografia e Dinamica istituzionale di un Culto Santuariale a Torre le Nocelle, ed. Dragonetti, Montella 2004
·  Studio Storico - critico sul martirio cristiano, Edizioni Dragonetti, Montella 2004
È un volume che ha avuto il merito di ricostruire con certosina analisi e fonti di prima mano la storia del Santo patrono di Torre le Nocelle, consegnandone memoria ai posteri e restituendo vigore a un culto da molti anni sopito. Il volume è stato tradotto, in edizione sintetica in lingua francese e recensito sulla rivista belga Analecta Bollandiana e sulla rivista Sanctorum.
· Sempre con De Simone Palatucci sta per consegnare alle stampe una nuova biografia palatucciana di circa settecento pagine, “Il martirio cristiano e in odio alla fede del servo di Dio Giovanni Palatucci. Il giusto fra le nazioni che soccorse i perseguitati e si immolò per la soprannaturale carità di Cristo. Si tratta di un testo eccezionale prefato dal Cardinale Ruini e dall’emerito presidente del Cconsiglio di Stato, S. E. Paolo Salvatore che prova con argomenti irrepugnabili il martirio ddella carità e in odio della fede del martire che salvò almeno 5000 ebrei dallo sterminio dei nazifascismi.

OPERE LETTERARIE E SAGGI
· M. Bianco, Il Credo di Dante nella Divina Commedia, ed. Il Ponte, Avellino 2006. Si tratta di un lavoro destinato agli studenti, ma ricco di spunti e riflessioni riguardanti la fede della Chiesa e dei credenti, è inoltre corredato da una ricca bibliografia e da continui rinvii ai passi delle Cantiche del Sommo poeta.
· M. Bianco – La questione di Dio nella dottrina di Dante e di S. Bonaventura. L’opera sarà rieditata con un nuovo titolo in totale rifacimento.
· È recente, inoltre, la pubblicazione di un suo saggio sul concetto di Koinonia nei Padri della Chiesa, pubblicato in occasione dell’anniversario della morte del prof. Vito Lozito, in una raccolta collettanea, a cura del Dipartimento di Scienze Storiche e Geografiche dell’Università degli Studi di Bari.

PUBBLICAZIONI IN VIA D’ULTIMAZIONE
Il concetto di koinonia nelle strutture ecclesiologiche del primo Millennio, un’ opera di ampio e vasto respiro, esclusivamente condotta sulle fonti greche latine dei primi secoli, sta per essere consegnata alle stampe.
Inoltre l’autore sta ultimando la revisione delle bozze di un nuovo saggio dedicato alla Dottrina Cristiana e all’Eucaristia nella Divina Commedia, di imminente pubblicazione e di un altro saggio che ha per oggetto il Concetto di Sovranità e di Persona nel Pensiero filosofico-politico di Thomas Hobbes in bilico tra giusnaturalismo e positivismo giuridico.
Infine, nel prossimo numero di Sinestesie, ci sarà un suo contributo sugli elementi della musicalità del verso nelle raccolte giovanili di Giosuè Carducci.

RICONOSCIMENTI
·  I° Premio per la saggistica, Centro Culturale Internazionale L. Einaudi – Premio Letterario Nazionale “Umberto Fraccacreta”, 28 aprile 2007.
·  Premio Giovanni Paolo II, a Scafati, il 22 ottobre 2008, per la difesa e la promozione del valore della vita e dell’alta cultura.
·  Gli è stata notificata, inoltre, la vittoria del famoso premio Valle dei Trulli, per la saggistica e la filosofia. Dell’evento si interesserà la stampa nazionale ed estera.

 

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