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Profonda "umanitas", alto impegno culturale e
scientifico, instancabile magistero ecclesiastico di grande valore etico e
sociale, caratterizzano la personalità eclettica del Sac. Prof. Michele
Bianco (Rettore del Santuario di S. Ciriaco, Diacono e Martire, Torre le
Nocelle (AV), docente al Master di Bioetica e Consulenza Filosofica
nell'Università degli studi di Bari, presso le cattedre di Filosofia Morale
e Etica Sociale), mio amico fraterno dal 1996. Non v'è in queste parole
alcun intento apologetico, ma soltanto il desiderio di presentare di
presentare alla comunità civile e religiosa la straordinaria figura
d'intellettuale, di uomo d'intensa spiritualità, fattosi apprezzare per la
sua acribica capacità esegetica nell'aver voluto interpretare magistralmente
l'universo poetico d Antonio De Simone Palatucci, nipote "ex sorore" di
Giovanni Palatucci, martire a Dachau, consegnandoci una pregevole e
originale lettura critica in due interventi pubblicati sul primo e secondo
quaderno della rivista "Sinestesie", da me fondata e diretta, a cui Padre
Michele Bianco assicura la sua autorevole e preziosa collaborazione. Non si
tratta però soltanto di un critico letterario, sarebbe questa definizione
quanto mai riduttiva, semplicistica e fuorviante, ma di un italianista,
capace di affrontare con puntuale metodologia molteplici percorsi euristici
attraverso una sinossi comparatistica. Interesasnte a riguardo, non fosse
altro per una reinterpretazione suggestiva dell'opera di Carlo Gesualdo,
l'avvincente Lettura retorica dei madrigali, relazione presentata a Taurasi
il 6 dicembre 2003, in occasione del Convegno di Studi su Carlo Gesualdo
nella Storia d'Irpinia, della Musica e delle Arti, pubblicata nel quaderno
degli atti congressuali a cura di Piero Mioli (Conservatorio "G. B. Martini"
di Bologna) per i tipi della casa editrice LIM di Lucca nel 2006. Va anche
ricordato l'importante contributo saggistiso sul Credo di Dante nella
"Divina Commedia" nel I quaderno di "Sinestesie" (Anno II, 2004, pp.24-42)
edita da Guida, che ha suscitato favorevoli consensi da parte di noti
studiosi e specialisti italiani e stranieri, che ne hanno sottolineato la
profondità dei temi e dei significati espressi, oltre a rilevarne
l'innovativa analisi filosofico-teologica, che da un tentativo d'indagine
riesce a ben tradursi in azione fondante del pensiero critico e delle
conclusioni a cui perviene l'autore. Da Gianpaolo Romanato a Massimo
Cacciari a Umberto Curi, tutti unanimemente hanno sostenuto la grande
ricchezza contenutistica del nostro studioso, la sua cultura onnivora mai
pedante o retorica o che possa a volte risultare imbrigliata in un
"micidiale ristagno" nozionistico o astratto concettismo, ma invero
proteiforme, capace d'intrattenersi anche su questioni storiche, sul
martirio cristiano, ridisegnando la storia. Faccio riferimento al volume
Giovanni Palatucci: un olocausto nella shoàh (Montella, Accademia Vivarium
Novum, 2003) in collaborazione con Antonio de Simone Palatuci e allo studio
insieme con Carmine Capone su san Ciriaco Diacono e Martire. Agiografia e
dinamica di un culto santuariale a Torre le nocelle (Montella, Tipografia
Dragonetti, 2004). opere quindi ponderose, che ripercorrono lungo un
itinerario diacronico-tematico-documentale i contesti epocali e le dolorose
vicende esistenziali di figure umane, martiri, ciascuna nel proprio tempo,
modelli ora imperituri di eroica tensione morale ed epica spiritualità.
Storia, filosofia e teologia (vanno opportunamente menzionate un questa sede
le illuminanti Letture filosofiche. Saggi su Hegel, Sohn-Rethel, Bonaventura
e Agostino (Napoli, Guida, 2004); Religione e filosofia in Hegel (Milano
Franco Angeli, 2006); Dialettica e speranza. Bloch interprete di Hegel
(Milano Franco Angeli, 2007); nonché la perizia letteraria e musicale
significativamente rivelata attraverso conferenze e dibattiti (a riguardo
desidero ricordare la lezione sul Rinascimento, Umanesimo e Barocco in
musica tenuta il 20 Novembre 2004 a Gesualdo nell'ambito di un ciclo
d'incontri seminariali su La musica del verso. I grandi poeti e il madrigale
fra '500 e '600 organizzati dalla Fondazione Carlo Gesualdo. E' una varietà
non casuale di ruoli, che si correlano fra loro unitariamente, senza
dispersione alcuna, comunicandoci una saggezza intrisa di tenace ricerca,
d'intensa formazione civile, umana e religiosa che sostanziano la sua
straordinaria personalità (si vedano anche Religiosità e spiritualità
sacerdotale nei "Promessi Sposi. A mo' di preludio ... una storia fatta
dagli umili e guidata da Dio (in Alessandro Manzoni. Nuovi itinerari di
lettura, "Sinestesie", Anno III, 2005, II Quaderno, pp.33-58); La poesia del
Novecento tra filosofia e religione. La prospettiva cristiano-teologica di
Luzi (in Ai margini della letteratura. Le "scritture contaminate",
"Sinestesie", Anno IV, 2006, I-II Quaderno, introduzione e cura di
Alessandra Ottieri, pp. 277-296); Sulla poesia di Carducci (con un'indagine
terminologica sul suo lessico nelle sillogi "Juvenilia "Rime e Ritmi") (in
Note carducciane. Riflessioni e documenti in occasione del centenario,
"Sinestesie, Anno V, 2007, I quaderno pp.27-57). Grazie per questo alacre e
operoso impegno intellettuale, che contribuisce ad una migliore e più
incisiva crescita umana, allo sviluppo della vera ricerca in una civiltà
postnovecentesca del non senso, di alienazione e smarrimento individuale.
Grazie ancora per averci reso partecipi di questo tuo importante patrimonio
conoscitivo, che ci rafforza nel percorso intrapreso verso la creazione di
una non contaminata società umana, che sappia unire ai valori della fede
quelli autentici della cultura, di là da ogni effimero e strumentale
obiettivo utilitaristico o "particulare" per dirla "striato sensu" con il
Guicciardini. A te rivolgiamo oggi il nostro più sentito plauso e augurio di
una prosecuzione sia del cammino pastorale sia della tua carriera culturale
e scientifica sempre all'insegna della benemerenza illuminata dalla Grazia. |